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mercoledì 16 aprile 2014

L'uovo di Pasqua leggende e tradizioni...

Pasqua è una  festa religiosa molto importante per la chiesa e i cristiani:  celebra la morte e la Resurrezione di Gesù e rappresenta per tutti i credenti un momento di fede intensa, di pace e di gioia. Ma nelle celebrazioni di questa festa c'è anche un po' di pagano, come l'usanza di regalare le uova. La tradizione di scambiarsi uova dipinte nelle feste propiziatorie della fertilità risale agli Egiziani ed ai Persiani, continua a leggere...


mercoledì 12 marzo 2014

19 marzo festa del papà: le origini

La festa del papà è stata istituita nei primi anni del XX secolo, inizialmente  veniva festeggiata negli USA, nel mese di giugno, ma quando arrivò in Italia, e istituita come festa nazionale, venne festeggiata il 19 di marzo in concomitanza con la festa di San Giuseppe il papà per eccellenza. Oggi la festa del papà   è tra le ricorrenze più amate, soprattutto dai bambini ma non è più  festa nazionale, a noi però piace ricordarla, ricordarne le origini, ma soprattutto festeggiarla con le sue tradizioni...

Le origini della festa del papa’ sono molte antiche,  ma come tutte le tradizioni e leggende, è avvolta nel mistero. Alcune notizie la farebbero risalire addirittura ai tempi dei babilonesi. Si racconta infatti che quasi 4.000 anni fa, un giovane ragazzo dal nome Elmesu, scrivesse al padre su una piastra di argilla un messaggio,  in cui gli augurava  buona salute e lunga vita. Festa conosciuta anche al tempo dei romani, veniva celebrata nel mese di febbraio e dedicata unicamente ai padri che non c’erano più. Secondo alcuni, invece l’idea di individuare una giornata in cui i figli potessero onorare il proprio padre nasce intorno ai primi del 1900 negli Stati Uniti.
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 La prima volta, documentato, la festa del papà fu festeggiata  il 5 luglio del 1908 a Fairmont nel West Virginia presso la chiesa metodista locale. In seguito, sempre negli Stati Uniti nel 1909  a Spokane, Washington  la signora Sonora Smart Dodd, mentre ascoltava  il sermone nel giorno della festa della mamma decise di dedicare un giorno particolare al suo papà (In seguito alla morte della madre, la ragazza era stata cresciuta dal padre Henry Jackson Smart veterano della guerra di secessione americana, che gli fece anche da madre. La festa era un modo con cui la ragazza poteva dimostrargli la sua riconoscenza e il suo affetto).
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 La prima festa del papà fu celebrata il 19 Giugno 1910 a Spokane, Washington proprio perché il padre di Sonora era nato in quella data. Nel 1924, il Presidente Calvin Coolidge proclamò la terza domenica di Giugno giorno ufficiale del papà. Ben presto l'iniziativa giunse anche in Italia e piacque così tanto che fu riconosciuta dal governo festa nazionale a tutti gli effetti.
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 Da qui si decise che sarebbe stato più consono o appropriato abbinare la Festa del Papà al 19 marzo il giorno della Festa di San Giuseppe falegname, protettore dei poveri, degli orfani, delle ragazze nubili e protettore anche dei falegnami, ma anche  sposo di Maria, e  padre "terreno" di Gesù
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Curiosità

Il simbolo di questa festa sono le rose, rosse, se il genitore è ancora in vita e bianche in caso contrario.

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lunedì 3 marzo 2014

Origini del Carnevale

Carnevale è la festa più pazza e frizzante dell'anno con scherzi, maschere, feste, balli e specialità gastronomiche. Si festeggia nel periodo di tempo precedente alla Quaresima, periodo, che varia di anno in anno, come la durata della festa, che varia a seconda della tradizione, (rito romano o ambrosiano)  ma si concentra comunque nel periodo di febbraio e marzo. Non si conosce con certezza quale sia l’origine di questa festa che affonda le radici in un antico passato e diverse sono le ipotesi sulla sua storia, scopriamole!





Origini del carnevale. 

Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica, in verità non vi è ancora certezza sulle origini di questa tradizione, così come su quella dell'etimologia della parola stessa carnevale.

Il termine deriva probabilmente  da Carna -aval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall'espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza).

Secondo alcuni studi Carnevale è una festa legata a riti religiosi pagani, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni,  con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare, ma è proprio da questi riti deriva l'usanza del mascherarsi.
Nella preistoria, infatti gli stregoni durante i riti propiziatori indossavano piume di animali, sonagli e si truccavano il volto, con l’intenzione di allontanare gli spiriti maligni. Ai tempi degli Egiziani e dei faraoni il popolo mascherato intonava inni e lodi, accompagnando la sfilata con buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.

Nell'antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano in maschera lungo le strade della città tra fiumi di vino e danze. Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse molto nei carnevali delle città, infatti, a quei tempi il mascherarsi, permetteva al popolino lo scambio dei ruoli, che gli permetteva di burlarsi dei potenti e nobili dell'epoca mediante le caricatura dei vizi e dei malcostumi di quel periodo. 
Questa festa raggiunse il massimo splendore nel XVI secolo, nella Firenze di Lorenzo dei Medici, con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi. Mascherarsi rappresenta ancora oggi un modo attraverso il quale uscire dal proprio quotidiano.

In tutte le regioni d’Italia, il carnevale viene festeggiato, con sfilate, balli in piazza, coriandoli, stelle filanti, carri allegorici di cartapesta  (ogni anno vengono trattati svariati temi che vanno dalla satira politica alla storia, dalla religione ai temi di attualità) e, con maschere tradizionali e fantastiche,  ed ogni regione ha una sua maschera identificativa tra queste ricordiamo Pulcinella, Scaramuccia e Tartaglia a Napoli, Arlecchino e Brighella a Bergamo, Meneghino a Milano, Balanzone a Bologna, Gianduia e Giacometta a Torino, Pantalone e Colombina  a Venezia, Capitan Spavento in Liguria, Stenterello in Toscana, Rugantino in Lazio, etc. 

Durante il Carnevale (che  rappresenta il passaggio dall’inverno alla primavera, prima della Quaresima)tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, ma soprattutto cibo e dolci di ogni tipo. Molte città danno inizio al carnevale in periodi diversi, a Capodanno, all'Epifania, o alla Candelora (2 febbraio) e culminano, il martedì o giovedì grasso, prima delle Ceneri. Al carnevale segue poi un periodo di quaranta giorni, che la tradizione popolare antica voleva che si trascorressero in austerità e privazione da ogni divertimento, la Quaresima.


Dove, invece si osserva il rito ambrosiano, nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune diocesi vicine, il Carnevale non termina il Martedì Grasso ma il sabato seguente.  Tradizione che si fa risalire a Sant'Ambrogio, Patrono di Milano il quale, impegnato per un pellegrinaggio, prima di partire  chiese al popolo di attenderlo, per celebrare insieme i riti quaresimali, prolungando il Carnevale e posticipando l’inizio della Quaresima, perciò oggi nell'arcidiocesi di Milano, il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima.

Buon Carnevale a tutti!

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venerdì 10 agosto 2012

Notte di San Lorenzo, tra leggenda e speranze

Accade solo nella notte di San Lorenzo tra miti e leggende, un po' per gioco, per tradizione e scaramanzia e per poter esprimere un desiderio, con la speranza che questo si avveri, il 10 Agosto di ogni anno, al mare, in città, in montagna o in campagna tutti a testa in su,  per cercare di scorgere una stella cadente...

“Guardate il cielo e se vedete cadere una stella esprimete un desiderio, di sicuro si avvererà!”.

Tante sono le leggende legate a questo fenomeno e a questo giorno che per tradizione popolare è legato a San Lorenzo,   giovane diacono della chiesa di Roma sotto papa Sisto II :
Attorno al 250 d.C. San Lorenzo soleva raccogliere le elemosine tra le comunità cristiane di Roma per distribuirle ai poveri.  Durante la persecuzione cristiana, egli si rifiutò di consegnare i beni della chiesa e per questo venne condannato a morte.
La leggenda di San Lorenzo racconta che fu condannato ad una morte lenta ed atroce, legato su una graticola poggiata sui carboni ardenti.
La tradizione vuole che i numerosi fasci di luce, altro non sono che le lacrime, versate da San Lorenzo durante il suo supplizio, e infatti è proprio nel giorno in cui il Santo è morto, il 10 Agosto, che le gocce di dolore scendono sulla terra e regalano fortuna a chi le vede.
C’è,  invece chi vede nella pioggia di stelle non le  ‘lacrime’, ma i ‘fuochi’ di San Lorenzo, ovvero quelle scintille provenienti dalla graticola infuocata poi volate in cielo
Scientificamente Il fenomeno delle stelle cadenti è spiegato con il passaggio delle Perseidi, asteroidi della costellazione Perseo, nell’orbita visiva della terra,  passaggio che da vita poi a questo spettacolo incredibile
I sette bagni di San Lorenzo
In Romagna, il giorno di San Lorenzo ci si deve immergere sette volte in mare, per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. Per questo motivo, fin dall'antichità in questa giornata vi era sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnati, provenienti dalla campagna, speranzosi di veder le loro malattie portate via dal mare, e di propiziarsi un anno migliore e più fortunato.

La stessa leggenda, in chiave cristiana giustifica l'usanza con un'apparizione di San Lorenzo, avvenuta a Cervia, quando la cittadina fu colpita dalla febbre malarica. Si narra infatti che il Santo del 10 agosto apparve in sogno ad una ragazza malata, indicandole la via della guarigione nelle acque salmastre, che avrebbero donato ai bagnanti i sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio. Così per estensione, e per paura di future epidemie, ogni anno tutti i paesani della Romagna iniziarono a bagnarsi sette volte in mare il giorno di San Lorenzo.
Qualunque sia la spiegazione, da Nord a Sud dell'Italia, siamo tutti pronti  ad accogliere questo giorno con il naso all'insù,  tra feste in paese, sagre tradizionali, fuochi d’artificio in spiaggia e in città, e ad esclamare ad ogni stella cadente, la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che …”.per rivivere la magia di una notte che con le sue credenze e l’atmosfera fiabesca regala a tutti...e per sognare durante l'anno che l’evento desiderato si avveri!!
Buon San Lorenzo a tutti!

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lunedì 13 dicembre 2010

Festa di S. Lucia tra leggende e tradizioni

Dopo l’Immacolata altro appuntamento importantissimo è il 13 di dicembre con la festa di Santa Lucia vergine e martire. In alcune città d'Italia, dove si festeggia viene spesso invocata nelle malattie degli occhi è  considerata dai devoti anche come la protettrice  degli oculisti, degli elettricisti, degli scalpellini e della città di Siracusa. Tante sono le storie e le leggende a lei legate...conosciamole!



Santa Lucia viene raffigurata nelle iconografie con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi, altri attributi possono essere una spada oppure anche una tazza da cui esce una fiamma. A Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d'argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola, ma conosciamo qualche leggenda o tradizione legata alla festa di S. Lucia

Si racconta che:" Durante la notte del 13 dicembre i bambini più buoni attendono che  la Santa scenda dal cielo con il suo asinello e lasci fuori la porta di casa un sacco pieno di doni e di dolcetti". E' una festa di origine tutta italiana, anzi per l’esattezza siracusana, girando in internet, ho letto la sua storia e mi è piaciuta, ve la riporto e nell'occasione faccio gli auguri a tutte le Lucie, compresa mia zia.


Si racconta che Lucia fosse una bella fanciulla siciliana, figlia di un ricco nobile di Siracusa e tutti la conoscevano per la sua dolcezza ed amorevolezza.  Nata proprio a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C.,  a  soli 5 anni perse il padre e con la madre Eutichia dedicò la propria vita interamente al culto di Gesù. Lucia cresce presto bella e ricca di grazia, e per questo motivo suscita l’amore di un giovane pagano, il quale, ignaro del suo voto di povertà e castità, intende chiederne la mano alla madre.


Inizialmente Lucia riesce ad allontanare le attenzioni del giovane innamorato, ma la madre ben presto si ammala gravemente ed è proprio durante un pellegrinaggio sulla tomba di S.Agata,sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità, nell’intento di chiedere la guarigione per la madre, che Lucia ha la prima visione del suo destino: diventare la martire di Siracusa. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio.

Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappò gli occhi. Il 13 dicembre del 304 d.C. Lucia cade esanime al suolo, ma la leggenda dice che, la sua anima, liberatasi dalle catene terrene, volò felice in paradiso. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.

Come spesso succede le tradizioni popolari diventano spesso tradizioni del mondo. Infatti la festa di Santa Lucia fu importata in Svezia intorno al 1920, dove, secondo l’antico racconto, il martirio di Santa Lucia avvenne proprio il 13 dicembre; giorno in cui originariamente, a causa dello sfasamento tra l’anno solare e il calendario giuliano, cadeva il solstizio d’inverno. Questo, insieme alla radice “lux” del nome Lucia, ha fatto sì che, soprattutto in Svezia, questa festa segnasse la fine del buio e l’arrivo della stagione migliore. Il 13 dicembre si festeggia quindi il giorno più corto dell’anno e l’avvento delle giornate con maggiore luce in prossimità del Natale.


Secondo la tradizione svedese, in ogni regione della Svezia, viene eletta una Santa Lucia che avrà l’incarico di accompagnare un corteo di bambine e bambini nelle vie della propria città. Vestita di bianco e con sul capo una corona di candele accese, ella sarà fonte di luce nel cammino di questi bambini. Inoltre il giorno della festa, la Santa Lucia di turno, in genere primogenita della propria famiglia, dovrà alzarsi molto presto al mattino e preparare biscotti, dolci, e pan pepato per tutti i suoi familiari.


Secondo l’usanza, in Brasile nel giorno 12 dicembre, i bambini mettono del fieno in un piatto e nascondono il piatto sotto il letto aspettando i doni di Santa Lucia. Il 13 dicembre inoltre, sempre in Brasile, una ragazza vestita in costume fa un giro per la città in carrozzella regalando dolci ai tutti i bambini.

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martedì 7 dicembre 2010

Le tradizioni e curiosità su Santa Lucia

Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia  vergine e martire, Patrona di Siracusa, nell’iconografia, la Santa viene generalmente raffigurata con un piatto contenente i suoi occhi e un mazzo di spighe in mano, nei festeggiamenti è ricordata come la Santa della luce e tantissime sono le tradizioni e le curiosità a lei legate ... conosciamole!



Santa Lucia è ritenuta la protettrice degli occhi, degli ottici, degli oculisti, degli elettricisti, delle sarte, delle ricamatrici e infine delle donne di malaffare pentite. In alcune città d'Italia, sia del Nord che del Sud, la festa di Santa Lucia si sostituisce o si aggiunge a quella di Babbo Natale portando doni ai bambini, tante sono le curiosità e tradizioni legate alla Santa...


Si narra che la Santa nacque a Siracusa nell'anno 281 e morì il 13 dicembre del 304, giorno della sua celebrazione e che il suo martirio, sia consistito nell'asportazione dei bulbi oculari.  Lucia era una bella fanciulla siciliana, figlia di un ricco nobile di Siracusa, conosciuta da tutti per la sua dolcezza ed amorevolezza. Anche se a quel tempo, in Sicilia imperversava il paganesimo,  Lucia fu attratta dal Vangelo tanto che si convertì al cristianesimo.


I genitori volevano che la fanciulla si sposasse, ma Lei non era d'accordo, proprio perché aveva deciso di dedicare la sua vita al Signore. Decisione, che non venne accettata dai famigliari, ed iniziò per Lucia una vera e propria persecuzione.  Fu arrestata, minacciata e torturata, fino al punto di strapparle gli occhi e poi fu uccisa.

Da allora Lucia fu considerata la protettrice degli occhi e della vista, ed il giorno del suo martirio, che cade il 13 dicembre, inizia il suo viaggio su un carretto pieno di doni per i bambini buoni, trainato da un asinello.

La tradizione vuole che  il 13 dicembre I bambini le scrivono una letterina, dicendo che sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l'anno, chiedendo in dono dei regali. In attesa, preparano del cibo: come biscotti, carote e fieno sui davanzali delle finestre, per attirare la Santa e il suo asinello e poi vanno a letto perché, secondo la leggenda essi non possono vederla infatti, se arrivando li trova alzati si arrabbia e lancia loro della cenere o della sabbia negli occhi, accecandoli. Per questo, forse, si dice che il suo arrivo è  preannunciato dal suono di campanelle lontane.

Un' altra tradizione, è quella di sciacquarsi gli occhi la mattina del 13 dicembre, appena svegli, pare che porti bene alla vista, naturalmente nel nome di santa Lucia, che , come dice il proverbio, "è la santa più luminosa che ci sia!"

La tradizione alimentare in Sicilia vuole che in questo giorno si consumino pietanze solo a base di riso e grano sia dolci che salate, tra queste, spicca la “ cuccìa “ il cui termine sembra derivarsi da "còcciu" cosa piccola, chicco, grano cotto con altri legumi o nel latte con lo zucchero.

La tradizione vuole che questo dolce sia distribuito a familiari, amici e vicini di casa e che le briciole vengano lasciate sui tetti per essere catturate dagli uccellini; e ancora le panelle, frittelle di farina di ceci, anticamente dette anche pisci-panelli perché somigliavano a piccoli pesci.

Santa Lucia è celebrata anche in Svezia e in Danimarca ed è rappresentata come una bellissima fanciulla vestita di bianco con una corona di candele. Tra le tradizioni di questi paesi , vi è:
l' abitudine che, la mattina del 13 dicembre:la figlia primogenita si vesta con una tunica bianca, una sciarpa rossa in vita,  il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, e porti caffè, latte e dolci ai famigliari ancora a letto, accompagnata dalle sorelle più piccolo vestite con tunica e cintura bianca, a simboleggiare il passaggio di Santa Lucia;
che,  i ragazzi  mettano grandi cappelli di carta e portino lunghi bastoni con stelline;
e le ragazze,  con  i capelli ornati  con lustrini e una corona di sette candele, accompagnino una "vergine saggia" passando di casa in casa,  cantando canzoni della tradizione natalizia e quella di una  famosa canzone  napoletana "S.Lucia" (Sul mare luccica..) che canta il luogo di Santa Lucia sul golfo di Napoli.
Curiosità:
Nel 1927 un quotidiano di Stoccolma lancia il primo concorso tra i lettori per votare la Lucia più bella.  Da allora ogni anno viene incoronata una "Lucia Nazionale". Dal 1950 la festa svedese è collegata a quella siciliana, infatti,  la  vincitrice del concorso si reca a Siracusa, invitata dalla cittadinanza, per partecipare ai festeggiamenti patronali per la Santa che si organizzano nella settimana che va dal 13 al 20 dicembre.
La parola Lucia viene dal latino lux e significa luce, luminosa, illuminante.
Santa Lucia è sepolta a Venezia dal 1204, nella Chiesa dei Santi Geremia e Lucia, nei pressi della Stazione ferroviaria che reca il suo nome. 
Dante ne fa il simbolo della Grazia illuminante e si definisce "suo fedele"; la reputava infatti, protettrice della vista e, nel Convivio, racconta,  che si è rivolto a lei più volte per guarire dai disturbi agli occhi.
Il detto di Santa Lucia il "13 dicembre il giorno più corto che ci sia”  è una credenza popolare e pare risalga a circa 500 anni fa, a prima che Gregorio XIII riformasse il calendario. Prima di allora la sfasatura tra calendario civile e calandario solare era tanto grande, che il solstizio d'inverno cadeva il 13 dicembre appunto. Dopo tale data il solstizio d’inverno è stato spostato al 21 -22 dicembre.

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giovedì 20 maggio 2010

Le bomboniere per la cresima di mia figlia

Finalmente ho finito. Sono stati mesi intensi di lavoro e stress ma finalmente ho terminato i centrini che diventeranno le bomboniere per la cresima di mia figlia che si terrà il 29 maggio. E' già da qualche tempo che ho iniziato la tradizione del fai da te. Ai tempi, in cui mia figlia era piccola al suo compleanno mi divertivo a preparare dei ricordini in pasta di sale e mais da lasciare agli amici e parenti che partecipavano alla festa. In verità, preparavo di tutto, bambole, cappelli, ghirlande ecc. che poi mia figlia donava a fine festa. Tradizione che permetteva alla mia fantasia creativa di sfogare, creando a volte dei veri capolavori di cui ero veramente orgogliosa.
Ancora oggi mi diverto, mi piace lavorare con le mani, ma ho un po' abbandonato la pasta al sale e quella di mais, ho cambiato genere, fino a 3 anni fa mi divertivo con il ricamo e precisamente mi piaceva il punto e croce. Ho lavorato con le ragazze della chiesa e abbiamo preparato tovagliette, centrini, portarotoli, bavaglini che poi vendevamo per la chiesa.
In verità la passione per il punto a croce mi ha preso parecchio e mi sono sbizzarrita a preparare tante cose, e per la sua comunione ho deciso di preparare io le bomboniere. Ho comprato del semplice bordo in tela aida e ci ho ricamato su un calice con la croce, l'ho poi portato in un negozio di bomboniere che poi me lo ha confezionato. Questo sacchettino  mi faceva da portaconfetti e bomboniera, la bomboniera era un bel calice d'argento. Eccovi le foto
17-05-10_1001.jpg17-05-10_1002.jpg 17-05-10_1010.jpg 17-05-10_1009.jpgLe prime due sono le foto delle bomboniere che ho dato agli invitati, con il calice d'argento, la terza e la quarta foto è la bomboniera che ho preparato per gli amici a scuola di mia figlia. Certo le foto non gli rendono giustizia, ma prima che mangiassimo i confetti erano davvero un bello spettacolo!
La tradizione è continuata poi con i 50 anni di matrimonio di mia madre. In questo caso sono andata oltre, infatti non ho preparato solo le bomboniere, ho stampato gli inviti, preparato l'albero genealogico della famiglia e un bell'album della famiglia. Ho abbandonato il punto e croce e mi sono dedicata all'uncinetto e queste sono le bomboniere 
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Delle altre cose purtroppo non ho fatto le foto, ma vi assicuro che i miei genitori non se l'aspettavano e vedere gli occhi lucidi di mia madre ha significato una gran gioia per me, che ha apprezzato tutto il mio lavoro.
Ma veniamo ai giorni nostri, questi mesi sono stati intensi, non solo ho preparato i centrini all'uncinetto ma anche gli inviti, sono molto contenta perchè sono riusciti proprio bene. Le bomboniere non sono ancora pronte, non appena saranno pronte le posterò, posso farvi vedere gli inviti creati da me 
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L'idea mi è venuta una sera, e questo cartoncini in effetti sono delle scatoline porta bomboniere, che io avevo comprato quando lavoravo la pasta di sale e mais, praticamente ci confezionavo gli oggettini. Ho comprato dei tulle ( credo si scriva così) di quelli che ci si avvolgono i confetti, li ho tagliati a metà e ho poi incollate le scatoline. Ho poi stampato su carta da stampante una bella frase di quelle da cresima e l'invito per il ristorante. Poi non si vede, ma con della vernice dorata ho fatto una bella cornicetta tutt'intorno ed un disegnino tipo angioletti che separano l'invito dalla frase. Avevo poi del cordoncino dorato che ho utilizzato per fissare l'invito sul cartoncino e questa è stata forse la fase più critica, perchè con un ago ho dovuto fare il buco e poi per farci passare il cordoncino è stata una faticaccia. Dall'altro lato ho incollato la stessa veletta con una calle rosa, veletta chiusa con il cordoncino dorato e quello che vedete su è il risultato, spero vi piace perche a me sembrano deliziose, ci ho messo 5 ore per preparare 10 inviti.

Ps. non appena ritiro le bomboniere vi faccio vedere, quanto sono stata brava, anche perchè per la madrina di cresima ho dovuto preparare tutto il set di centrini, tre per l'esattezza, il centro tavola grande, e i due piccoli ai lati, una faticaccia, mi auguro lascerà tutti a bocca aperta!

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La Cresima
Le bomboniere

lunedì 5 aprile 2010

Preparativi di Pasqua: dolci e rustici

Spero abbiate trascorso una bella settimana di Pasqua, ed una buona Pasqua, io sono stata impegnata nel preparare i dolci e i rustici per me e la famiglia ed è proprio di questa bella tradizione che, continua a leggere...




lunedì 15 marzo 2010

S Giuseppe e la Festa del Papà

Il 19 marzo si festeggia in molti paesi di tradizione cattolica la festa del papà e di S. Giuseppe, padre putativo di Gesù  e nella tradizione popolare  protettore  dei poveri, degli orfani, delle ragazze nubili e  in virtù della sua professione anche il protettore dei falegnami...


S Giuseppe è venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell'ebraico Yosef, attraverso il latino Iosephus e significa "accresciuto da Dio".

San Giuseppe  nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe e pare che fosse il terzo di sei fratelli,  è lo sposo della Vergine Maria e con lei attese la nascita del bambino Gesù in una grotta. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come la "Sacra Famiglia".



In Italia sino al 1977 la festa di San Giuseppe e del papà era considerata festa nazionale...

L'usanza di celebrare questa festa viene dagli Stati Uniti, quando una giovane donna agli inizi del 1900 decise di dedicare un giorno speciale a suo padre morto, era il 19 giugno del 1910.

Da allora la festa del papà fu celebrata in tutto il mondo, anche se la data in generale varia da paese a paese, a seconda delle tradizioni e convenzioni sociali, molti hanno mantenuto la data nella terza domenica di giugno, nei paesi di tradizione cattolica, invece, venne fatta coincidere con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe "il padre per eccellenza" secondo la tradizione cattolica.

Nel 1977 la festa del papà che era celebrata come festa nazionale, fu abrogata, ed il giorno di San Giuseppe è diventato un giorno qualunque, anche se continua ad essere un'occasione per le famiglie ma, soprattutto per i bambini  di festeggiare i loro papà che, ricevono regali o pensierini come segno di  affetto e di stima.

In Italia, la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell'inverno e si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria effettuati nel passato pagano (I Riti silvestri pagani, avevano il significato di celebrare l’arrivo della primavera e l’invocazione di una buona annata per la raccolta nei campi)  ed è caratterizzata da due tipiche manifestazioni, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia ognuno con i propri riti e tradizioni : 

-i falò:  si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. 

-e le zeppole: le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. 

Una bella tradizione tipica, comune a tutti e che resiste nel tempo invece, è quella di dedicare pensieri o poesie ai propri papà, scritte di proprio pugno, ma anche prese a prestito da autori famosi e non come questa di Giammarco de Vincentis, bellissima

A Mio Padre

Ciao papà, ti vedo stanco
sarà la sera che ti cade addosso,
oppure gli anni che si fan sentire.
E' strano come le montagne,
si inchinino al passaggio della vita,
lasciando cadere a valle, 
le sue rocce sgretolatosi nel tempo.
Li hai passati tutti i tuoi momenti,
restando sempre attento ai tuoi presenti,
e restare con lo sguardo al tuo passato
di cui a noi figli molto hai dedicato.
Mi hai fatto grande ma non solo fuori,
io di te ho molto dentro.
Quel che è stata la tua vita
per contarla non bastan le dita
di tutta quella gente che ti ha visto crescere 
e lottare contro la tua sorte.
Starei una vita a raccontarmi di te,
che oggi mi guardi con lo sguardo di un bambino
e con il coraggio di darebbe la sua vita,
per farti vivere, la tua, un pò di più.
grazie papà. 

(Giammarco de Vincentis)


 A tutti i Papà del mondo,  compreso il mio...  buona Festa del Papà!




  

martedì 5 gennaio 2010

Tradizioni e leggende sulla Befana nel mondo

La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, ed è una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio, ricorda la visita che i Re Magi fecero a Gesù Bambino portandogli dei doni. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”. 

Tradizioni e leggende sulla Befana nel mondo
Nell'immaginario collettivo la Befana è un mitico personaggio con l'aspetto da vecchia che porta doni, dolci e caramelle, ai bambini buoni,  cenere e carbone ai bambini disubbidienti la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La leggenda risale alle tradizioni precristiane, in cui si credeva che nelle 12 notti seguenti il Natale magiche figure femminili solcassero il cielo a cavalcioni di scope magiche, spargendo la loro magia benevola sui campi sottostanti appena seminati.
Gli antichi romani l'accostarono alla figura di Diana dea della caccia. La religione cattolica, condannò duramente queste credenze, etichettandole come riti satanici, in quanto si inneggiava alla magia e soprattutto si venerava una figura magica femminile. E non bastò il rigore di questa condanna per far smettere ai contadini di credere che questi voli notturni avvenissero, e furono accostati sempre più alle forze del male e non a quello che doveva essere in origine riti benefici per ingraziarsi madre natura.
In origine il Natale era la festa del Dio sole e del fuoco ed in quel giorno veniva festeggiato il solstizio d’inverno, si celebrava la morte e la rinascita della natura, il 12esimo giorno era la conclusione dei festeggiamenti ed il ceppo di Natale aveva finito di bruciare nei focolari delle case.
La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, aveva faticato non poco al servizio dei contadini, governando le forze della natura, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che dalle sue ceneri rinascesse la giovane madre natura, che avrebbe preso il suo posto per un anno, fino alla sucessiva epifania. Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo.
La tradizione cristiana narra, che  i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinchè li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
La tradizione vuole che
Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni della sua scopa e sotto il peso di un sacco pieno di lecornie e giocattoli, per i bambini buoni ma anche di una buona dose di cenere e carbone per quelli che durante l’anno appena trascorso si sono comportati male, lei  passi sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini vicino ai letti. I bambini la sera precedente preparano per lei in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.
La befana nel mondo
In Spagna la sera del 5 gennaio i bambini attendono i doni dei Re Magi e mettono davanti alla porta un bicchier d'acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città spagnole si tiene un corteo durante il quale i Re Magi sfilano per le vie su dei carri riccamente decorati.
In Francia nel giorno dell' epifania si usa fare un dolce speciale, all' interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa. Il dolce si chiama “gâteau des Rois” (“dolce dei Re”).
In Russia la chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio. Qui protagonista è una figura simile alla nostra befana, chiamata "Babuschka", una vecchietta che, secondo una leggenda accompagna un certo Padre Gelo, che distribuisce regali a tutti i bambini.
In Germania in questo giorno i Re Magi sono i protagonisti. Le persone di religione cattolica vanno a messa,  spesso preti e chirichetti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. In Germania il 6 Gennaio non è un giorno festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.
In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, poiché da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. I festeggiamenti iniziano con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l'ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo (il primo Babbo Natale arriva l'11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). Tutto ha fine con un falò e fuochi d'artificio.
In Ungheria il giorno dell' epifania i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.
In Romania i bambini attendono l'arrivo dei re Magi e il 6 gennaio propongono racconti in cambio di qualche spicciolo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.