venerdì 28 ottobre 2011

La nuova riforma su pensioni e licenziamento

La notizia sulla nuova riforma delle pensioni e sui licenziamenti facili di questo governo ci ha lasciato basiti e senza parole, come ascoltare i loro discorsi o le loro affermazioni :
" Tutti in pensione a 67 anni dal 2026, lo prevede la nuova manovra  redatta dal Governo,  il requisito è valido sia per gli uomini che per le donne,??? (molti giovani neppure fanno affidamento sulla possibilità che anche loro un giorno possano beneficiare di una pensione, visto che il lavoro non c'è);
e cosa dire sulle nuove norme per i licenziamenti per motivi economici dei contratti di lavoro a tempo indeterminato???(Consultando la banca dati “Noi Italia 2011” fornita dall’Istat emerge un quadro allarmante: La disoccupazione giovanile è al 25,4 per cento) siamo senza parole veramente!...
Vignali «Affrontare il nodo delle pensioni per  ridurre il debito pubblico significa intervenire a favore delle nuove generazioni. "
Tratto da Tempi.it
ROMA – Nell’Italia dell’austerity che mette le mani alle pensioni di anzianità, ci sono illustri consorti, baby pensionate di illustri politici che della manovra sono stati promotori (donne e uomini che hanno smesso di lavorare a meno di 50 anni di età). 
da Blitz
Scontro nel Governo sulla possibilità di portare a 67 anni l'età in cui si potrà andare in pensione. Mentre il Presidente Napolitano preme per una soluzione tempestiva, Bossi minaccia la crisi. 
di Walter Passerini - 25 ottobre 2011 (OKNotizie)
Esistono baby pensionati famosi?
Sì, sono anche molti e spesso politicamente scomodi. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, andato in pensione da magistrato a 44 anni  (oggi ne ha 60) e che incassa 2.644 euro lordi al mese. La moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, sposata con il leader della rivolta contro Roma Ladrona, è andata in pensione come insegnante a 39 anni. Proprio su di lei si è scatenata l’ultima lite alla Camera due giorni fa. Tra i politici c’è anche Leoluca Orlando, un tempo sindaco di Palermo e oggi portavoce dell’Idv che è andato in pensione a 42 anni. E persino Adriano Celentano non si è tirato indietro: è in pensione dal 1988 a soli 50 anni. A livelli diversi,anche come rendite percepite, l’ex vicedirettore generale della Banca d’Italia, Mario Sarcinelli. Quando compì 48 anni decise di lasciare la Banca d’Italia di cui era arrivato a ricoprire il ruolo di vicedirettore generale. Un’ottimo incarico che si è riflesso sulla pensione: 15mila euro al mese per 24 anni di lavoro senza che questo impedisca di continuare a ottenere incarichi e stipendi mensili. Un percorso simile quello di Rainer Masera andato in pensione a 44 anni dopo una lunga carriera in Banca d’Italia per diventare presidente dell’Imi, l’Istituto Mobiliare Italiano. Da allora lo Stato gli versa 18mila euro al mese.
Tratto da la Stampa.it
In Italia ci sono circa 500 mila baby pensionati, persone che sono andate via dal lavoro prima dei 50 anni e ci costano 9 miliardi e mezzo l'anno.
"Nessuna forza politica italiana può continuare a governare, o può candidarsi a governare, senza mostrarsi consapevole delle decisioni, anche impopolari, da prendere ora nell'interesse nazionale e nell'interesse europeo": ha detto il Presidente Giorgio Napolitano.
Mentre l'Europa preme per alzare l'età pensionabile a 70 anni in Sicilia quasi ogni giorno c'è un dipendente della Regione che va via dal lavoro anche a 45 anni e con una pensione pressoché piena. Tutto grazie alla legge 104 - modificata dall'Ars - che nell'Isola consente di andare in pensione per accudire un parente "non autosufficiente". Il risultato? Tra il 2007 e il 2009 il numero dei prepensionamenti è raddoppiato, arrivando a 200 l'anno
di ANTONIO FRASCHILLA (OKNotizie)
"Nessun governo si può sottrarre a misure impopolari". Questo il monito del presidente della Repubblica, inaugurando a Bruges l'anno accademico del College d'Europe.
ANSA-CERNOBBIO (COMO) – La crisi colpisce duro: il 49% degli italiani dichiara di riuscire a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi e addirittura un 5-10% non è in grado di garantirsi il minimo indispensabile. E’ quanto emerge dall’indagine ‘Gli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisì, realizzata da Coldiretti-Swg e presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione in corso a Cernobbio (Como).
Nell’Italia dei disoccupati arriva in finanziaria il licenziamento facile (tra le materie su cui i contratti aziendali possono derogare ai contratti nazionali). Favorevoli all'articolo 8 sono la maggioranza di governo ed anche Confindustria.
 Articolo 8: «Distribuire meglio le tutele favorisce l'occupazione» Giancarlo Dellera
GROSSETO. Da 21.265 a giugno 2010 a 23.281 nel giugno di quest'anno: circa 2mila disoccupati in più all'anno se si considera che a giugno 2009 gli iscritti al centro per l'impiego della provincia di Grosseto erano poco meno di 19.600. È drammatico il quadro che emerge dal report presentato ieri a palazzo Aldobrandeschi nel corso del terzo tavolo permanente del lavoro: il mercato dell'impiego in provincia di Grosseto non dà spiragli. Il tasso di disoccupazione cresce nel 2011 del 9,5% rispetto al 2010 e di 16 punti percentuali rispetto al 2009.
di Enrico Pizzi (OKNotizie)
"L'attore deve saper fingere, deve saper mentire, nell'antichità veniva designato con il termine " hypocritès "; ecco spiegato perché i nostri politici sono bravi attori. 
Carl William Brown
La crisi incombe sull'Italia, bisogna diminuire le spese, ecco la risposta della Casta
‘Signor ministro, per incarico del presidente della Camera dei deputati, Le comunico che l’Ufficio di presidenza ha deliberato di mantenere l’importo della dotazione per l’anno finanziario 2014 nella medesima misura già prevista per gli anni 2012 e 2013. L’importo della dotazione richiesta per ciascun anno del triennio 2012-2014 è quindi pari a euro 992.000.000‘: questa la richiesta sfacciata del segretario generale Ugo Zampetti a Tremonti."
"Per gli assenteisti in commissione decurtazione della diaria, mentre per i ‘sempre presenti’ un incentivo. Saranno queste le misure in discussione domani durante la riunione dell’ufficio di presidenza della Camera‘. 
Tratto da TUTTOGRATIS
È difficile che in Inghilterra un ministro si ritrovi una casa pagata a sua insaputa. Se ne accorgerebbe subito, perché ogni penny che entra ed esce dalla sua contabilità viene registrato e reso pubblico. Se a Westminster i parlamentari sono comunque dei privilegiati, qui la casta non esiste. Niente odiosi lampeggianti, auto blu, portaborse, tessere per viaggiare gratis sui treni, scorte sfoggiate come status symbol del potere. I parlamentari viaggiano in metropolitana, autobus, treno e aereo (ma solo in classe economica). Niente taxi, che sono permessi solo dopo le 23 e se non ci sono altri mezzi di trasporto a disposizione.
Inoltre i parlamentari del Regno Unito, che guadagnano comunque la metà di un italiano (10.508 euro al mese contro i nostri 20.486), non hanno un forfait mensile per le trasferte (per i nostri onorevoli è di 1300 euro), ma ogni spesa deve essere documentata e giustificata. Idem per la diaria: chi vive fuori Londra può presentare una ricevuta al massimo per 150 sterline a notte, in pratica un tre stelle scadente, considerati i prezzi degli alberghi londinesi. Ogni nota spese viene poi scannerizzata e messa in rete, in modo che i cittadini possa monitorare il comportamento del proprio deputato. In Inghilterra il Parlamento è una casa di vetro e i politici non possono avere segreti.
Tratto da FismicTerni.it
I dipendenti pubblici hanno una cattiva fama. Su di loro si dice di tutto. Assenteisti, con il doppio lavoro, raccomandati dai politici, scortesi con i cittadini. Da una elaborazione de Il Sole 24 Ore, con riferimento ai dati Camera e Senato a fine 2007, si può scoprire chi sono gli assenti alle votazioni parlamentari. Brunetta mandi subito un medico fiscale ad Arcore. Silvio Berlusconi è infatti il primo assoluto con il 98,5% di assenze alla Camera. Se non è primo non è mai contento. L’attuale portavoce del PDL, Capezzone, ha totalizzato il 67,6%. Nei primi 10 c’è Sandro Bondi, in settima posizione, con l’87,5% e in quinta l’ex piduista Cicchitto con l’89,9%. Tutti pidilellini in fuga dal lavoro. Brunetta li faccia pedinare, vorremmo tutti sapere dove vanno, cosa fanno, se incontrano Veltroni.
Al Senato per il PDL le cose non migliorano. La posizione numero uno è di Marcello Dell’Utri, 41,1% di assenze. Secondo assoluto il doppiolavorista Ghedini con il 38,7%. Un avvocato pagato dai cittadini con lo stipendio da parlamentare per difendere Berlusconi in tutti i tribunali d’Italia. Il re del doppiolavoro, un mito. Una soffiata per Brunetta: mandi subito un medico al tribunale di Milano, coglierà il Ghedini sul fatto mentre difende lo psiconano al processo Mills.
Tratto dal blog di Peppe Grillo
In questa occasione mai proverbio fu più azzeccato: Fate quello che dico io, ma non fate quello che faccio io!
O ancora: chi figlio e chi figliastro!
I privilegi della nostra casta non sono previsti in nessun altro posto del mondo: "L'indignazione del presidente dell'Assemblea siciliana, Francesco Cascio: Come possiamo chiedere sacrifici ai cittadini se poi lasciamo passare simili sciali? si è chiesto lui ( e anche noi!!!). 
I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l'atto di fede.