sabato 24 aprile 2010

25 aprile Festa della Liberazione: le poesie

Un momento di riflessione con queste poesie per celebrare un anniversario molto importante per il nostro Paese la liberazione dalla dittatura nazi-fascista e le conquiste democratiche, avvenuta appunto il 25 Aprile... 



Domani oltre a ricordare la libertà e i diritti democratici che siamo riusciti a conquistare ricordiamo anche le persone: uomini, donne e bambini che allora, noncuranti per i dolori e le sofferenze che furono costretti a subire, hanno combattuto, resistito e vinto permettendoci di festeggiare oggi questa giornata. Molti gli scritti e le poesie che hanno raccontato di quei giorni, ve ne presento qualcuno...

Festa d'aprile
I fascisti han capito,
se non son proprio tonti,
che siamo arrivati
alla resa dei conti!
 Scendiamo giu' dai monti
a colpi di fucile!
Evviva i Partigiani!
E' festa d'Aprile!
(Canto Partigiano, inizi aprile 1945)
da La terra e la morte 9 novembre 1945
« Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l’arma e il nome. »
Cesare Pavese

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l' Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce......
Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un'alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l'alba nascente fu una luce
fuori dall'eternità dello stile....
Nella storia la giustizia fu coscienza
d'una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.
Pier Paolo Pasolini


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