martedì 26 gennaio 2010

La mia storia, racconti di vita...

Pubblico volentieri questa storia, ed è proprio la prima di  Racconti di vita, Video, poesie e pensieri in condivisione". E' una storia che mi ha commosso molto e non vi nascondo che nel leggerla i miei occhi si sono riempiti di lacrime...



Il racconto di vita  di oggi,  credo sia una storia comune a molte donne, non tutte hanno il coraggio di parlarne a cuore aperto come ha fatto lei, parla di aborto, un esperienza che ti porta ad un dolore immenso, che segna l'esistenza e che difficilmente si riesce a dimenticare e a cancellare, perchè segna proprio l'anima e ti fa vivere ma non godere...
"Ciao, vorrei parlarvi della mia storia, forse comune al 50 per cento delle donne (sfigate o sfortunata, boh!). C'è stato un periodo della mia vita in cui mi sono sentita invincibile, in cui ho creduto che finalmente le cose incominciassero  a girare per il verso giusto, in cui pensavo che finalmente fosse il momento in cui  la mia famiglia si allargasse, prima che l'età andasse oltre i quaranta... Ma partiamo dall'inizio.
Ho trascorso parte della mia vita a studiare poi a lavorare, poi mi sono sposata e dopo tre anni, finalmente ho creduto fosse il momento giusto, forse perchè la natura lo chiedeva, sentivo il bisogno di dare quell'amore che avevo dentro ad un essere piccolo di stringerlo a me e di accudirlo, di difenderlo, era arrivato il momento giusto di mettere al mondo un bambino, almeno per me, mio marito era un  po' titubante e con la voglia di volersi divertire ancora un po', forse, si è lasciato convincere per amore, ma non per convinzione, la sua idea della vita matrimoniale era lavoro e divertimento a tutti i costi, e abbiamo fatto un patto se per qualche motivo nostra figlia o figlio avesse avuto un problema, bisognava abortire.
Dopo tre mesi finalmente rimango incinta tutto bellissimo, una gravidanza perfetta e alla fine dei nove mesi nasce la mia bellissima bimba, ho sempre pregato Dio in questi mesi perchè mia figlia fosse sana e forse Dio mi ha ascoltato. 
Ho continuato a lavorare anche dopo la nascita della bambina e da sola ho cresciuto mia figlia senza l'aiuto nè della mia famiglia, nè di quella di mio marito, e forse anche senza quello di  mio marito che a causa dei suoi orari di lavoro, una mano non poteva proprio darmela.
Così  mi sono affidata ad una una baby sitter. Mia figlia cresceva, un po' come tutti i  bimbi creando qualche problema di notte, cosa che mio marito mi ha sempre rinfacciato:" io devo dormire domani vado al lavoro e lei non mi fa riposare te l'avevo detto che non era il momento!" 

Alla soglia dei 35 anni il mio corpo sente di nuovo il bisogno di donare amore, ancora una volta, mio marito non è d'accordo non è il momento, c'era la casa da comprare:" vuoi la casa o un figlio?"questa è stata la sua risposta!
Abbiamo comprato casa naturalmente e io ho ingoiato il mio desiderio di maternità, ma, non si può dimenticare un sogno, lo si può solo chiudere in un cassettino della propria anima e sperare che non venga mai aperto. 

Purtroppo, il mondo gira e non tutti la pensano come noi, non solo quando tu hai una aspettativa, stai sicuro che, gli altri ci arrivano prima di te. E così, prima mia cognata, poi la mia amica, poi la conoscente... , ovunque guardavo un mondo di pance!
Finalmente all'alba dei 39 anni , tutto si sistema la casa, i soldi incominciano a girare, ci sentiamo invincibili, tutto va per il verso giusto, mia figlia è ormai grande e  riesco a convincere di nuovo mio marito, e si,  perchè quel cassetto, non so come, ma si era di nuovo aperto, ma sempre con la stessa clausola, che se il bambino non fosse nato sano, vista la nostra età, non ci sarebbe stato nessun bambino, ho inghiottito ed ho accettato, in fondo mia nonna ha avuto il suo ultimo figlio a 44 anni ...
Invece ho avuto 2 aborti, intorno a me, tanta gente che non cercava niente, che ha pianto per una gravidanza non voluta, gente che a tutto pensava meno che ad una famiglia è riuscita ad avere quello che in tutta la mia vita ho rincorso. 
Rimango quasi subito incinta, mi sento felice dopo che, sia il test a casa che quello del sangue era risultato positivo. Ero di 6 settimane, quando ho avuto una perdita e corro subito in ospedale ma il medico mi dice:" signora qua non c'è nessuna gravidanza è un uovo cieco" lo guardo incredula, mentre le pareti si allontanano da me e intorno a me ... niente per 6 settimane ho goduto di una cosa che non c'è, ma come può essere ... un uovo cieco, ma che roba è? Mai, nella mia vita avevo sentito parlare di una cosa del genere, non sapevo neanche esistesse una eventualità del genere. Mi hanno detto che è un caso e può accadere,  a volte accade perchè si è molto fertili, di non avere paura e che dopo un aborto si riesce a rimanere più facilmente gravide.
Non mi lascio abbattere e rivado alla carica con mio marito, dopo l'intervento, lui mi promette che ci riproviamo, e mi dice:" è l'ultima volta, poi basta non voglio ritrovarmi di nuovo in ospedale!". Avevo quasi perso la speranza, ormai mi ero affidata a tutti i Santi che c'erano in paradiso ma non riuscivo proprio a rimanere incinta e ho creduto che fosse finita e che dovevo mettermi il cuore in pace, non ero come mia nonna e forse questo era il mio destino e, forse il cuore in pace lo avevo già messo.
Quando la cosa è finalmente accaduta, quasi non me ne sono accorta, avevo problemi strani, mi sentivo strana ma, il pensiero di essere incinta non mi sfiorava, fino a quando una mia amica, mi dice: "fai il test di gravidanza"  e così scopro di essere di nuovo incinta e di 6 settimane. 

Incomincia di nuovo la felicità, vorresti gridarla al mondo intero, ma non puoi, vorresti ballare, cantare ma non puoi... e se fosse di nuovo? ...
Corro dal ginecologo, gli spiego quello che mi era successo ed il perchè avevo bisogno di sapere e lui mi fa la prima visita ginecologica, dentro di me sentimenti contrastanti, paura, gioia, dolore non so, non li saprei spiegare, sentimenti che, esplodono poi in un pianto liberatorio, quando nella stanza silenziosa, si sente il battito del cuore del mio bambino, forte e vivo e dentro di me ho pensato: "Dio, avevo dimenticato quanto fosse bello questo momento", e non riesco a smettere di piangere, per la felicità.
Questa gioia dura una settimana, la settimana dopo corro di nuovo da lui, dal ginecologo, perchè ho dei problemi, lui mi visita di nuovo e di nuovo si sente nella stanza il battito del cuore del mio bambino forte e vivo. Tranquilla e felice torno a casa, il mio bambino c'è, sono felice e mi stringo a tutti i Santi  e a Dio ringraziandolo. Ma la settimana dopo di nuovo perdite, no, avrei voluto gridarlo forte, avrei voluto che la voce uscisse forte da dentro la mia anima per far sentire il dolore tremendo che provavo a tutto il mondo e invece dalla mia bocca non è uscito un  sibilo.
Ed è stato lo stesso quando nella stessa stanza dal ginecologo  non ho sentito il battito, cercavo di ascoltare, zittendo perfino il mio respiro, ma non sentivo il battito fino a quando il silenzio è stato rotto dal ginecologo che mi ha detto: "signora mi dispiace" e poi non ho capito più nulla, le pareti si sono allontanate, la testa era vuota, mi sembrava di sprofondare in un abisso senza fine, era tutto finito e non avrei avuto mai più una change.
Penso al  senso di vuoto che ho provato dopo, all'uscita della stanza... circondata da future mamme loro, con la loro felicità e io il mio dolore... Come si supera o si può superare un dolore così? Tutti dicono che un aborto, è una cosa naturale... e che presto potremmo riprovarci ( ma loro non sanno).. . e poi perchè è una cosa 'naturale!' ...
La vita va avanti è vero e ogni volta che prendo in braccio un bimbo mi sento colpita dall'ingiustizia e, mi chiedo quanto ancora dovrò soffrire e quante pugnalate di questo tipo dovrò ancora sostenere, ma la cosa peggiore e' che sto perdendo la fede cristiana... o , forse l'ho già persa perchè Dio non riesce più a tranquillizzarmi, a rincuorarmi, mi e' stata tolta la luce e anche la speranza!"
Anonima

Questa è la lettera della nostra amica, racconta delle sue aspettative, del suo dolore e della rabbia, della speranza e della fede persa, spero che, riesca a trovare un po' di pace e che questo sfogo sia il primo passo verso un po' di serenità, ma soprattutto nel ritrovare la speranza, che è, l'unica arma che abbiamo per vivere sereni!


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