lunedì 15 marzo 2010

S Giuseppe e la Festa del Papà

Il 19 marzo si festeggia in molti paesi di tradizione cattolica la festa del papà e di S. Giuseppe, padre putativo di Gesù  e nella tradizione popolare  protettore  dei poveri, degli orfani, delle ragazze nubili e  in virtù della sua professione anche il protettore dei falegnami...


S Giuseppe è venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell'ebraico Yosef, attraverso il latino Iosephus e significa "accresciuto da Dio".

San Giuseppe  nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe e pare che fosse il terzo di sei fratelli,  è lo sposo della Vergine Maria e con lei attese la nascita del bambino Gesù in una grotta. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come la "Sacra Famiglia".



In Italia sino al 1977 la festa di San Giuseppe e del papà era considerata festa nazionale...

L'usanza di celebrare questa festa viene dagli Stati Uniti, quando una giovane donna agli inizi del 1900 decise di dedicare un giorno speciale a suo padre morto, era il 19 giugno del 1910.

Da allora la festa del papà fu celebrata in tutto il mondo, anche se la data in generale varia da paese a paese, a seconda delle tradizioni e convenzioni sociali, molti hanno mantenuto la data nella terza domenica di giugno, nei paesi di tradizione cattolica, invece, venne fatta coincidere con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe "il padre per eccellenza" secondo la tradizione cattolica.

Nel 1977 la festa del papà che era celebrata come festa nazionale, fu abrogata, ed il giorno di San Giuseppe è diventato un giorno qualunque, anche se continua ad essere un'occasione per le famiglie ma, soprattutto per i bambini  di festeggiare i loro papà che, ricevono regali o pensierini come segno di  affetto e di stima.

In Italia, la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell'inverno e si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria effettuati nel passato pagano (I Riti silvestri pagani, avevano il significato di celebrare l’arrivo della primavera e l’invocazione di una buona annata per la raccolta nei campi)  ed è caratterizzata da due tipiche manifestazioni, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia ognuno con i propri riti e tradizioni 

-i falò:  si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. 

-e le zeppole: le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. 

Una bella tradizione tipica, comune a tutti e che resiste nel tempo invece, è quella di dedicare pensieri o poesie ai propri papà, scritte di proprio pugno, ma anche prese a prestito da autori famosi e non come questa di Giammarco de Vincentis, bellissima

A Mio Padre

Ciao papà, ti vedo stanco
sarà la sera che ti cade addosso,
oppure gli anni che si fan sentire.
E' strano come le montagne,
si inchinino al passaggio della vita,
lasciando cadere a valle, 
le sue rocce sgretolatosi nel tempo.
Li hai passati tutti i tuoi momenti,
restando sempre attento ai tuoi presenti,
e restare con lo sguardo al tuo passato
di cui a noi figli molto hai dedicato.
Mi hai fatto grande ma non solo fuori,
io di te ho molto dentro.
Quel che è stata la tua vita
per contarla non bastan le dita
di tutta quella gente che ti ha visto crescere 
e lottare contro la tua sorte.
Starei una vita a raccontarmi di te,
che oggi mi guardi con lo sguardo di un bambino
e con il coraggio di darebbe la sua vita,
per farti vivere, la tua, un pò di più.
grazie papà. 

(Giammarco de Vincentis)


 A tutti i Papà del mondo,  compreso il mio...  buona Festa del Papà!