martedì 22 dicembre 2009

Il mio pranzo di Natale

Come detto nel post precedente,” La mia cena della Vigilia“ il 24 dicembre è una giornata che per tradizione trascorro  con i miei genitori, mentre il giorno di Natale, sempre in famiglia, ma a pranzo con i miei suoceri a Napoli. 


Il pranzo di Natale dei napoletani è assai diverso da quello della mia provincia: minestrella, insalata di rinforzo, friarielli e poi i dolci roccocò, mustacciuoli, pasta di mandorle di tradizione tutta napoletana. Mia suocera inizia a preparare queste pietanze un giorno prima, tranne i dolci, che si comprano in pasticceria, solo gli struffoli sono uguali alla nostra tradizione, ma da qualche anno li preparo io anche per lei. Ma adesso vi racconto del  mio pranzo di Natale.

Arriviamo a casa di mia suocera verso le 11.30, depositiamo i regali sotto l’albero illuminato e il presepe e di corsa in cucina per aiutare nei preparativi. Il primo piatto è costituito dalla minestra maritata o minestrella, di cui tutti siamo ghiottoni perchè è veramente una prelibatezza, è un insieme di verdure cotte insieme con pezzi di carne diversi e condita con pecorino romano, che mia suocera prepara il giorno prima, anche perche quando ha riposato un giorno diventa più buona, a seguire  farfalle salmone e panna, o pasta con la ricotta, o lasagna.

Il secondo piatto può essere un rotolo di carne farcita, pollo farcito, capretto, coniglio, il primo e il secondo  varia tutti gli anni a secondo della fantasia di mia suocera, e naturalmente cotolette e patatine fritte per i bambini e non. Seguita dall’insalata di rinforzo, cavolfiore bollito e condito con sottaceti e olive, vicino le alice sott’olio rigorosamente prese sotto sale qualche giorno prima e poi dilescate, lavate e messe sott’olio,  e poi  per contorno friarielli e funghi,  e per chi non piace tutto questo un bel piatto di insaccati.

Su questa bella tavola non puo mancare la frutta, melone, arance, noci, arachidi, pistacchi, castagne, fichi e i dolci, caffè, ammazzacaffè immancabile il mio vassoietto con struffoli, pasticelle e zeppole, ma anche i dolci della tradizione napoletana, roccocò dolci a forma di ciambella, belli duri  da mangiare inzuppati nel liquore o per chi ha denti buoni da sgranocchiare lentamente, i mustacciuoli dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato, le Paste di mandorle o Pasta reale dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di pasta di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme piu’ svariate, una bontà insomma e non puo mancare il classico panettone e  pandoro.

Questa bella giornata non si conclude di certo con il pranzo, ma la serata è abbastanza lunga, prima davanti all’albero di Natale, alla ricerca del regalo da scartare  e poi di nuovo seduti intorno al tavolo a giocare a tombola o a sette mezzo fino a sera tardi. Per, poi salutarsi e rivedersi il giorno dopo per festeggiare S Stefano, mio cognato si chiama Stefano, e noi ritorniamo di nuovo a Napoli  per rivivere ancora insieme una giornata straordinaria.